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Ogni anno si contano numerosi infortuni legati all’utilizzo dei carrelli elevatori (651 in Italia nel 2017 – Dati INAIL). Una percentuale importante è legata alla movimentazione dei mezzi nella zona antistante la baia di carico. Ma come possono tutelarsi le aziende, adottando soluzioni che proteggano persone e merci durante questa delicata fase di lavoro?

Cinisello Balsamo (MI) 12 Giugno 2019 – Gli elevati volumi di traffico rendono la zona adibita al carico/scarico delle merci come uno degli ambienti più sensibili, in termini di sicurezza, di un’azienda o, nei casi più strutturati, di un impianto logistico. Diversi possono essere infatti i rischi in cui gli operatori incorrono in questa delicata e sempre più frenetica fase: dalla caduta accidentale dalla banchina, allo spostamento pericoloso e inaspettato del camion, fino al ribaltamento del carrello dalla rampa causata da un improvviso allontanamento dell’automezzo che non sempre dispone di dispositivi indispensabili per una corretta comunicazione con il magazzino.

Le conseguenze di questi imprevisti vanno dal semplice infortunio fino ai casi più gravi, ovvero il decesso del dipendente. Risulta quindi evidente come le aziende, soprattutto quelle per le quali l’aspetto logistico è prevalente se non dominante, debbano prendere tutte le precauzioni necessarie per garantire ai propri operatori un ambiente di lavoro sicuro. Per raggiungere questo importante obiettivo, uno degli interventi più efficaci consiste nell’adottare sistemi che consentono il blocco dei veicoli nel momento del trasbordo della merce, evitando così ogni movimento accidentale dell’automezzo.

La stessa FEM (European Federation of Material Handling), in rappresentanza dei costruttori Europei di dispositivi per la movimentazione, il sollevamento e l’immagazzinaggio merci, ha redatto un importante documento che presenta un quadro generale dei rischi connessi all’utilizzo improprio dei mezzi/strumentazioni sopra descritti. Un documento la cui importanza è data anche dall’inserimento di una classificazione tecnica che cataloga, in tre gruppi, le soluzioni disponibili sul mercato il cui risultato ne determina l’efficacia in termini di sicurezza: vediamoli nel dettaglio.

La prima categoria ‘CLASS 1’ è finalizzata a classificare i rischi connessi a qualsiasi movimento che involontariamente sposti, per causa esterna, il veicolo durante operazioni solitamente manuali (vento o forze ridotte applicate al mezzo).

La seconda categoria ‘CLASS 2’ invece, fa riferimento all’allontanamento del camion in presenza di forze di media intensità. Casistica gestibile attraverso la scelta di pedane con un labbro sufficientemente lungo per appoggiarsi al mezzo ed evitare quindi il crearsi di zone pericolose.

La terza ed ultima categoria ‘CLASS 3’, è connessa alla situazione di massimo pericolo in cui è indispensabile immobilizzare totalmente il mezzo ed evitare quindi qualsiasi possibilità di ripartenza anche a fronte di forze di intensità significative (fino ad un massimo di 115 kN).

Ed è proprio in quest’ultima categoria che si posiziona il sistema bloccaruote, il cui funzionamento prevede l’adozione in parallelo, di sistemi di segnalazione visiva ed acustica a supporto dell’autista. Grazie alla partnership con STERTIL DOCK PRODUCTS, leader mondiale nel settore della progettazione e produzione di attrezzature per baie di carico, OMG, da sempre attenta al tema della sicurezza, è in grado di fornire COMBILOK, un prodotto di altissima qualità che prima guida e poi blocca le ruote degli automezzi. La struttura tubolare delle guide, altamente resistente, si installa rapidamente sul piazzale in posizione centrale rispetto la baia e indirizza le ruote del camion in ingresso fino al punto in cui il sensore elettronico montato sul braccio della guida intercetta lo spazio tra la penultima e l’ultima ruota, per poi bloccarla con forza. Il sistema viene comandato dall’interno attraverso un pulsante posizionato su un quadro facilmente interfacciabile con le altre componenti della baia (sigillante, rampa e portone sezionale). Esternamente è previsto un semaforo che segnala, insieme ad un cicalino, il corretto posizionamento del camion fino a completamento della manovra. Solo a mezzo immobilizzato si avvia la sequenza di aperture del resto delle componenti della baia creando così un circuito di sicurezza combinato e controllato. Le sue dimensioni rendono COMBILOK un sistema estremamente versatile e adatto agli autocarri di qualsiasi tipologia e dimensione.

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OMG Srl – Divisione Chiusure

Italiana al 100%, OMG rappresenta una realtà consolidata e unica nel settore delle chiusure industriali, presente su tutto il territorio nazionale. Il successo guadagnato sul campo permette all’azienda di poter annoverare tra i propri clienti grandi nomi protagonisti del mercato internazionale che sempre più spesso si rivolgono alla divisione CHIUSURE INDUSTRIALI al fine di risolvere questioni legate ai punti di carico sia in fase di costruzione sia in fase di ristrutturazione. Porte rapide, portali isotermici ma non solo: rampe, baie di carico e sistemi di bloccaggio TIR.

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